Il Senso del Vino

Falsi miti sul Vino

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Ciao a tutti

Il mondo del vino è ricco di elementi iconici: nomi, professioni, strumenti, riferimenti poetici, tradizioni, leggende, miti… E falsi miti.

Sì, anche in questo settore gravitano false credenze capaci di sottrarre all’amante del vino, alcuni lati piacevoli del buon bere.

Come sempre, la verità è nel mezzo, per cui il mio obiettivo, in questo articolo, è proprio trovare quel che c’è di vero in queste dicerie.

Ecco, quindi, sei grandi miti sul vino, tutti da sfatare.

I vini dolci non si abbinano con i cibi salati

L’ordine supremo delle bufale vorrebbe impedire il matrimonio tra cibo salato e vino dolce, favorendo invece gli abbinamenti con i vini più secchi, che essendo fermentati in alcol e anidride carbonica risultano quasi totalmente sprovvisti di residui zuccherini.
In verità, i cibi salati possono trovare degli ottimi alleati nei vini dolci in cui la presenza della parte zuccherina viene compensata da un buon grado di acidità, che ripulisce il palato dalle percezioni stucchevoli.

Come già descritto nel mio precedente articolo sugli abbinamenti, la morbidezza dei vini dolci è in grado di sostenere perfettamente i cibi con tendenza amarognola o grassa come alcuni tipi di formaggi o il foie gras.

Il vino bianco si serve freddo

Non è un errore servire il vino bianco a una temperatura fresca, purchè sia fresca e non fredda! Lo sbaglio sta proprio qui, troppo spesso si preferisce servire un vino bianco troppo freddo piuttosto che un po’ più caldo.
In realtà, gusti personali a parte, entrambe le soluzioni non sono favorevoli per una corretta degustazione del vino.
La temperatura bassa nasconde i difetti del vino dozzinale, ma allo stesso tempo ha la capacità di rovinare una una buona bottiglia facendole perdere la sua complessità.
CONSIGLIO – A seconda della temperatura esterna, valutate se togliere dal frigo il vino bianco immediatamente prima di servirlo o qualche minuto prima. Inoltre se il vino è giovane e fruttato va bene bevuto freddo, se il vino è complesso e più strutturato servitelo ad una temperatura leggermente più calda.

Il vino rosso si serve “caldo” 

La regola vorrebbe che il vino rosso sia servito a temperatura ambiente, su questo non ci piove, l’inghippo, però, è proprio nella definizione “temperatura ambiente”, infatti questa temperatura di riferimento è più bassa rispetto a quella che noi consideriamo una temperatura ambiente.
Ecco perchè succede che vini rossi vengano serviti più caldi del dovuto.  

CONSIGLIO – Toccate la bottiglia, se vi sembra leggermente fredda allora è pronta per essere aperta, altrimenti, se lievemente calda, basteranno una decina di minuti nel frigo o nel secchiello del ghiaccio per prepararla.

I vini rossi sono per la carne e i vini bianchi sono per il pesce

Non è una convinzione del tutto sbagliata, infatti è una buona base da cui partire, specie se non siete ancora espertissimi in fatto di abbinamenti cibo e vini. 

Il grande errore sarebbe farsi limitare da questa regola dorata e non sperimentare le tante possibilità che vanno fuori dal “seminato”.

CONSIGLIO – Provate ad abbinare un pinot nero al salmone, e una bottiglia di Ribolla gialla di Oslavia alla cacciaggione; non rimarrete delusi. 


Un’ottima annata 

Ci sono annate buone e annate meno buone, ma non per questo ci si deve basare esclusivamente sul parere dei critici per scegliere una buona bottiglia.

Il vostro obiettivo è il buon bere? allora non fatevi condizionare troppo da quelle che vengono considerate le migliori annate, perchè spesso succede che per ottenere il meglio da una buona annata sia necessario aspettare più tempo. 

CONSIGLIO – Scegliete un vino proveniente da una buona annata quando volete investire su una bottiglia da tenere in cantina per diversi anni, al fine di aumentarne il valore

Ostriche e champagne, lusso afrodisiaco

Il mito dei miti, il falso dei falsi.
L’abbinamento lussuoso per eccellenza altro non è che un processo di immaginazione costruito negli anni, infatti chimicamente parlando, lo zinco presente nelle ostriche si sposa malissimo con l’acidità aggressiva dello Champagne.
Per quanto riguarda l’aspetto afrodisiaco… No, anche qui di vero c’è poco, è sì vero che un alto contenuto di zinco possa favorire la produzione di testosterone, ma è anche vero che la quantità di zinco presente nelle ostriche non è sufficiente a far scattare la libido.
Insomma, tutte le connotazioni erotiche dell’ostrica, sono fondate più sulle fantasie che la sua forma è in grado di richiamare, che sulle proprietà della sua sostanza

Forse alcune di queste cose le sapevate già, in fin dei conti non sono segreti, però vale la pena prestare un po’ di attenzione ai luoghi comuni, altrimenti si può correre il rischio di restar delusi da qualche elemento non all’altezza delle aspettative che ci sono state alimentate.
L’ultimo consiglio che ci tengo a darvi è VERIFICATE DI PERSONA, assaggiate, sperimentate, e create voi i vostri abbinamenti iconici;  in questo modo non vi annoierete durante la ricerca e non resterete mai delusi una volta trovati i vostri personali Miti.

Cin Cin.

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