Il Senso del Vino

Vino e Arte, opere d’arte famose sul vino

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Ciao a tutti,

Ogni tanto possiamo concederci un articolo meno “tecnico” e spaziare anche in altre aree. Infatti quello che vi propongo oggi è un post sull’incontro tra vino e arte.

Che valore ha il vino per l’arte? 

Maggiore di quanto si possa pensare, infatti è stato rappresentato come simbolo di comunione, convegno e di scambio tra uomini. 
Oltre che simbolico, il vino può assumere anche un aspetto funzionale, in quanto ponendo una bottiglia, un bicchiere, o una brocca di vino al centro della composizione, essa può illuminare creando giochi di luce.
A loro volta, i riflessi derivanti dall’illuminazione del vino possono avere anche un ruolo sociale, in quanto si riflettono indistintamente su ricchi e meno ricchi.

Sette dipinti per raccontare le molteplici sfaccettature del vino.

Infatti, questa nostra amatissima bevanda è anche simbolo di metamorfosi, col suo lungo processo di trasformazione da semplice grappolo d’uva a nettare degli dei.

Per iniziare questa passeggiata “Eno-artistica” ho scelto una delle opere che riesce a raffigurare in maniera più immediata la metamorfosi.

L’Autunno – Giuseppe Arcimboldo, 1573

L’Autunno viene raffigurato come un uomo dai lineamenti grossolani che guarda verso sinistra. Il collo è formato da ortaggi che spuntano da un tino quasi distrutto, le cui assi sono legate insieme con rami di salice.
La faccia è formata da pere e mele, mentre il mento è una melagrana, un fungo funge da orecchio con un pendente a forma di fico
Il riccio tipico delle castagne formano la bocca, ma la parte, per noi, più interessante è costituita dalla folta capigliatura composta interamente da grappoli di uva e viti.

La vendemmia Francisco Goya, 1786

La vendemmia rappresenta l’autunno, in una serie di quattro dipinti raffiguranti le stagioni.

In questa opera, la migliore società madrilena si mescola al popolo in occasione della vendemmia.
In primo piano c’è una graziosa ragazza con un cesto colmo d’uva sul capo, vicino a lei è seduto un elegante popolano intento a offrirle un grappolo d’uva, mentre ai loro piedi si trova un fanciullo che tenta di rubare proprio quel grappolo.
Sulla parte sinistra del dipinto, invece, c’è seduta una ragazza con un abito elegante color prugna scuro.
Il muretto raffigurato, sottolinea lo stacco tra il primo e il secondo piano, in cui si svolge la scena di due vendemmiatori al lavoro.

Due donne sedute in un bar – Pablo Picasso, 1902

Le due donne, scolpite in un marmoreo grigiore accentuato da un gioco di chiaroscuri, vengono plasticamente rappresentate in tutta la loro solitudine, infatti le due donne seppur vicine sono umanamente distanti e sole, nonostante la loro collocazione sia un luogo di ritrovo

L‘ incomunicabilità che traspare dalle due donne è anche lo spazio malinconico che le accomuna, ogni breve pensiero, emozione e memoria annega in un sorso dal bicchiere di vino rappresentato, i cui colori, scelti con cura, formano un perfetto gioco di ombre e luci.

I giocatori di carte – Paul Cézanne, 1839-1906

La scena costruita, rappresenta una situazione di esitazione, quasi come un’istantanea con il compito di immortalare l’attimo prima dell’azione. 

I due protagonisti si confrontano giocando a carte, è come unico arbitro tra i due c’è una bottiglia di vino.

Lydia con il bicchiere di vino – Francine van Hove, 1981

In questa opera è la luce ad avere un ruolo importante nel delineare corpi e oggetti che quasi si fondono.
Il bicchiere ha la stessa forma piena del seno che gli è accanto trasformandosi così in un oggetto sensuale, la caraffa di vino ha, volutamente, lo stesso valore di un riflesso sulla pelle, sugli occhi o su un tessuto.

Il giorno dopo – Edvard Munch, 1894-1895

Un letto sfatto, in una stanza dall’aria povera ospita una donna sola, ritratta mentre è immersa in un sonno profondo, la cui causa è probabilmente il vino bevuto la sera precedente, come si può facilmente intuire dalle bottiglie appoggiate sul tavolino.
Questa opera ci lascia in un’atmosfera onirica, ma allo stesso tempo, priva di ogni sensualità.
Sebbene l’autore voglia lasciar spazio all’immaginazione dello spettatore, gli fornisce comunque un filo conduttore che punta verso l’oblio causato dall’alcolicità del vino.

Non potevo non concludere con Bacco – Caravaggio, 1596-1597
Che non a caso È anche il nome del mio gatto!

Caravaggio era un’amante del tema del vino e dell’uva, che rappresentava spesso nelle sue opere.

In questa opera, il personaggio mitologico di Bacco e oggetti inanimati si intrecciano pur conservando ognuno la propria identità. 

La posa assunta da Bacco e il suo sguardo rivolto verso lo spettatore sono richiami iconografici cristiani di Gesù rappresentato nell’Ultima Cena.

L’uva, dipinta con estremo realismo trova risalto grazie al sapiente uso di luci e ombre, utilizzato dall’artista.

L’espressione sul volto di Bacco è rilassata e quasi leggermente assopita; il colore della pelle del collo e del petto crea un leggero contrasto con la colorazione più accesa della pelle del viso e sulle mani, tutti segni di una leggera e piacevole ebbrezza.

Le bollicine nel calice dimostrano che il vino è stato versato da pochi istanti, mentre viene offerto allo spettatore dalla mano sinistra di Bacco.

E mentre accogliamo l’invito di Bacco, vi auguro cin cin.

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